matteocl's profileLA VERITA' E QUESTA...BlogListsGuestbookMore Tools Help

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    August 29

    ...non di rado i racconti parlano di altri racconti...

    "Ora mi avvedevo che non di rado i libri parlano di libri, ovvero è come si parlassero fra loro. Alla luce di questa riflessione, la biblioteca mi parve ancora più inquietante. Era dunque il luogo di un lungo e secolare sussurro, di un dialogo impercettibile tra pergamena e pergamena, una cosa viva, un ricettacolo di potenze non dominabili da una mente umana, tesoro di segreti emanati da tante menti, e sopravvissuti alla morte di coloro che li avevano prodotti, o se ne erano fatti tramite.

    "Ma allora," dissi "a che serve nascondere i libri, se dai libri palesi si può risalire a quelli occulti?"

    "Sull'arco dei secoli non serve a nulla. Sull'arco degli anni e dei giorni serve a qualcosa. Vedi infatti come noi ci troviamo smarriti."

    "E quindi una biblioteca non è uno strumento per distribuire la verità, ma per ritardarne l'apparizione?" chiesi stupito.

    "Non sempre e non necessariamente. In questo caso lo è."


    (U. Eco, Il Nome della Rosa)

     

    Spesso i nostri racconti ed i nostri pensieri parlano di altri racconti o pensieri che magari, volontariamente, teniamo nascosti. Questo strumento, il blog, ci consente di parlare di cose che nessun'altro è in grado di capire, perchè raccontiamo di altri nostri pensieri dei quali un lettore non può essere al corrente.
    Per questo motivo la funzione di un blog è paragonabile a quella della biblioteca del "Nome della rosa", e cioè ritarda la distribuzione della verità, perchè chi scrive sa di aver scritto e chi legge non sa di aver letto...
    Ogni giorno formuliamo pensieri, opinioni e fantasie sulla gran parte delle persone che ci circondano. Questi pensieri si menifestano poi con il nostro atteggiamento nei loro confronti, che sia di scherno, di rispetto o di indifferenza. E quando ne parliamo, o ci parliamo, altro non facciamo che parlare di ciò che abbiamo già pensato o fantasticato.
    Difficilmente qualcuno potrà mai sapere le storie che vengono create da altri attorno alla sua persona: ci potrà parlare, ne potrà magari anche leggere il blog, ma non saprà interpretare correttamente cio che ascolta o legge.
    La parola (o la scrittura) ci è stata data per nascondere il nostro pensiero.