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LA VERITA' E QUESTA...

...cOSì è sE Vi pARe...
September 05

Delle relazioni

 

Mostriamo agli altri solo ciò che vogliamo che vedano di noi. Se una persona ci piace cerchiamo di mostrarle ciò pensiamo possa piacergli, o almeno evitiamo qui comportamenti che sappiamo dargli fastidio. Evitiamo discorsi che potrebbero portare ad uno scontro e cerchiamo di essere un po' gentili. Certo, qualcuno utilizza la “tecnica” opposta, quella del trattare male l'altra persona per attirarne l'attenzione, ma tutto si riconduce alle proprie precedenti esperienze e a quanto suscita l'altra persona in noi. Se invece una persona non ci piace non risparmiamo commenti, frecciate o, peggio, la ignoriamo completamente. Se, infine, la persona ci è indifferente, ci comportiamo con lei come ci sentiamo in quel momento, senza preoccuparsi dell'effetto che azioni, reazioni o parole possano avere: in pratica ci comportiamo come siamo veramente.


Quindi, accettate le affermazioni suesposte, siamo noi stessi solo con le persone che ci sono indifferenti.


Passiamo molto tempo a giudicare e a cercare di capire come siamo giudicati perché ci è necessario per andare avanti, nel lavoro come nella vita. Cerchiamo di capire se, quanto ed in che occasione possiamo fidarci della maggior parte delle persone che conosciamo. E tutto questo si riconduce all'indovinare quale è il loro giudizio nei nostri confronti illudendoci che abbiano lo stesso metro di giudizio che utilizziamo noi per valutarle quando, il più delle volte, utilizzano addirittura unità di misura diverse.


Questo intrecciarsi di giudizi ci allontana inevitabilmente dalla necessità, o utilità, di conoscere noi stessi. Il che, ragionando per obiettivi, non è indispensabile. Se sappiamo cosa fare perché “gli altri” si comportino nei nostri confronti in un determinato modo non è necessario capire cosa possiamo o non possiamo fare, o dove possiamo arrivare con i nostri soli mezzi, perché, in fondo, uno e primo sia se fa il record sia se si limita ad arrivare prima degli altri. Certo però che se tutti la pensassero così le cose sarebbero ben diverse, ma questa è un'altra storia.


Resta il fatto che, all'inizio di una relazione e di qualunque tipo possa questa essere (di amicizia, lavoro, amore), difficilmente riusciamo ad essere noi stessi. Può essere che il ruolo che assumiamo nell'occasione sia compatibile con il nostro modo di essere e di fare e quindi non ci pesi e non abbia sbavature nel tempo, oppure non sia affatto congruente con il nostro modo di fare, rendendo difficile mantenere la calma quando le cose non vanno come vorremmo. Ovviamente sono anche ammesse tutte le sfumature comprese tra queste due condizioni. Una regola credo valga sempre, e cioè che “un ruolo può essere mantenuto lontano dalla propria identità in modo inversamente proporzionale ai problemi che ci crea”, perché ci vuole qualcosa in più del cervello per fare andare avanti una cosa di fronte alle difficoltà. 

August 29

...non di rado i racconti parlano di altri racconti...

"Ora mi avvedevo che non di rado i libri parlano di libri, ovvero è come si parlassero fra loro. Alla luce di questa riflessione, la biblioteca mi parve ancora più inquietante. Era dunque il luogo di un lungo e secolare sussurro, di un dialogo impercettibile tra pergamena e pergamena, una cosa viva, un ricettacolo di potenze non dominabili da una mente umana, tesoro di segreti emanati da tante menti, e sopravvissuti alla morte di coloro che li avevano prodotti, o se ne erano fatti tramite.

"Ma allora," dissi "a che serve nascondere i libri, se dai libri palesi si può risalire a quelli occulti?"

"Sull'arco dei secoli non serve a nulla. Sull'arco degli anni e dei giorni serve a qualcosa. Vedi infatti come noi ci troviamo smarriti."

"E quindi una biblioteca non è uno strumento per distribuire la verità, ma per ritardarne l'apparizione?" chiesi stupito.

"Non sempre e non necessariamente. In questo caso lo è."


(U. Eco, Il Nome della Rosa)

 

Spesso i nostri racconti ed i nostri pensieri parlano di altri racconti o pensieri che magari, volontariamente, teniamo nascosti. Questo strumento, il blog, ci consente di parlare di cose che nessun'altro è in grado di capire, perchè raccontiamo di altri nostri pensieri dei quali un lettore non può essere al corrente.
Per questo motivo la funzione di un blog è paragonabile a quella della biblioteca del "Nome della rosa", e cioè ritarda la distribuzione della verità, perchè chi scrive sa di aver scritto e chi legge non sa di aver letto...
Ogni giorno formuliamo pensieri, opinioni e fantasie sulla gran parte delle persone che ci circondano. Questi pensieri si menifestano poi con il nostro atteggiamento nei loro confronti, che sia di scherno, di rispetto o di indifferenza. E quando ne parliamo, o ci parliamo, altro non facciamo che parlare di ciò che abbiamo già pensato o fantasticato.
Difficilmente qualcuno potrà mai sapere le storie che vengono create da altri attorno alla sua persona: ci potrà parlare, ne potrà magari anche leggere il blog, ma non saprà interpretare correttamente cio che ascolta o legge.
La parola (o la scrittura) ci è stata data per nascondere il nostro pensiero.


 

January 02

Talenti

In un forum cui partecipo , ogni tanto tra decine di cazzate, compare un argomento serio.... purtroppo..
Ovviamente si discute anche di attualità e non poteva mancare il caso Welby che poi rapidemente è degenerato sull'opportunità dei funerali in Chiesa piuttosto che civili.
Sul giudizio degli uomini ho voluto scrivere quanto segue, serio con qualche punta di ironia che serve a rendere l'idea.
 
Un giorno un prete mi raccontò una storiella sui talenti.
Qalcuno di voi ne ricorderà la parabola che qui per ovvie ragioni di spazio non andrò a citare.
Mi disse di pensare che ad ogni persona vengono in origine dati dei talenti che deve mettere a frutto nella sua vita e che nessuno di noi può sapere quali siano i talenti assegnati agli altri e a fatica si riesce a capire quali siano quelli destinati a noi stessi.
Lo scopo comunque è quello di metterli a frutto, non di sotterrarli fino alla fine dei nostri giorni per paura di perderli.
Così a Tizio possono essere stati dati 100 talenti, a Caio 50, a Sempronio 20, a Rocco 30 centimetri (che ha messo a frutto...  ) e a Gracco 2.
Alla fine dei giorni, Tizio si ritrova con 110, Casio 52, Sempronio 28, Rocco con qualche milionata in banca e Gracco con 4.
Quale è più meritevole di questi figli di Dio?
Tizio potrebbe guardare a Gracco e pensare che non abbia combinato niente in vita sua e invece...
Poi prova a pensare che tizio sia il Papa e Gracco Hitler.
Possiamo noi giudicare il loro operato non conoscendo il disegno di Dio?
Può essere stato Welby uno strumento nelle mani di Dio perchè si mettesse in motot qualcosa come lo è stato Giuda che se andava a lavorare con Rocco invece di tradire oggi potremmo non essere qui a discutere in questi termini?
E, nonostante sia riconosciuta l'imperscrutabilità del disegno divino, gli uomoni e la Chiesa si ostinano a giudicare.
 
December 05

Riflettevo...

Riflettevo su quello che sta accadendo in questi giorni e che coinvolge ragazzini-sesso-videofonini.
Dai ragazzini che filmano maltrattamenti a più deboli, a quella che ha cercato di suicidarsi perchè l'ex ha messo in giro foto "private" (ma qualcuno gliele avrà fatte fare...), alla tredicenne che invece le vendeva fino alle quindicenni che si prostituivano per avere soldi da spendere nei negozi di moda.
Mi chiedo se 15-20 anni fa la situazione fosse la stessa solo che mancavano i videofonini e non c'era la possibilità di divulgare tanto velocemente certe cose.
Mi chiedo se i genitori che oggi cercano di giustificare (!!!) i figli 20 anni fa li avrebbero cacciato 4 sberle.
Che schifo.
Ma quale è la verità che sta sotto tutto questo? Non l'ho ancora capita, ma parlando su qualche forum, molti della mia generazione sono portati a colpevolizzare i genitori...
Al di la della mi contrarietà ai cellulari nelle scuole, oggi vieterei il possesso ai minori anche dei videofonini, costringendo i genitori trasgressori ad assistere alle sedute filmate da uno psicologi di ragazzini che hanno subito violenze, perchè al loro ritorno a casa facciano un discorsetto ai loro figli. Perchè se non lo fanno loro, non possono delegare gli insegnanti di scuola...
Ma personalmente sarei per punizioni anche ai "ragazzini": mesi in comunità per disabili, mense per i poveri e assistenza per anziani...
Non so se sia giusto questo, ma non fare niente credo sia più  sbagliato, e semplicemente parlarne non serva a nulla.
November 02

Voglio...

...entrare al Mensa.
 
CE L'HO FATTA!!!
October 30

Leggi

Apro una Categoria di topic diversa dalle verità, in cui vorrei raccogliere le "Leggi" empiriche che ho avuto modo di riscontrare nel corso della vita o che ho sentito pronunciare in giro. Apro con la

 

Teoria dell’imbuto

Qualunque sia l'argomento di partenza in una discussione si finirà sempre a parlare di sesso.

 

Legge del Ciciuz sul rapporto di coppia

‘a prima volta te ghe o fa vedar

‘a seconda a seo tol

‘a tersa se no te ghe ‘o da a teo taja…

October 26

sulla XI° verità

Effettivamente le critiche mosse sono fondate. Troppe parole per descrivere il concetto più semplice:
 
NOI SIAMO LA PRINCIPALE FONTE DELLA NOSTRA FELICITA'.
 
Se non gioiamo per i nostri piccoli successi ma ci massacriamo per gli insuccessi non possiamo aspettarci che gli altri ci aiutino ad essere felici. Punto. Ogni altra parola è sprecata.
October 25

...

XI° verità: Dobbiamo voler bene a noi stessi.
La più banale ma la più essenziale e necessaria. Condizione necessaria, anche se non sempre sufficiente, a far si che le cose vadano bene o quanto meno non vadano decisamente male. Prima vogliamo bene a noi, poi possiamo volere bene agli altri e sperare che qualcuno ce ne voglia. Per esperienza personale so che se ci voliamo male anzitutto ne risente il fisico che potrebbe danneggiarsi in modo anche grave e permanente, arrivando dove non è più possibile tornare indietro facilmente. In fin dei conti passiamo con noi stessi una buona fetta della nostra esistenza (). Se abbiamo pensieri positivi nei nostri confronti allora possiamo sperare che le cose,nel nostro piccolo, inizino ad andare bene. Prendiamoci qualche piccola soddisfazione, togliamoci qualche sfizio, gioiamo per i nostri piccoli successi e perchè no, gongoliamo se una cosa va come speriamo magari con un risultato non proprio meritato. Coi tempi che corrono ogni piccola positività deve essere colta e vissuta. Un sorriso di una persona estranea, una gentilezza, un'immagine... sono cose che devono essere apprezzate all'istante per rinfrancare il proprio spirito.
Dobbiamo valorizzare quello che riusciamo a fare e non solo guardare gli insuccessi... si sa che l'esperienza è quello che si ricava quando non si ottiene quello che si vuole: perchè amplificare le cose qunado ci vanno male e dimenticarsene o trascurarle quando invece ci vanno bene?
Noi siamo la principale fonte della nostra felicità per cui se ci volgliamo male è come se chiudessimo il rubinetto dell'acqua e ci lamentassimo di avere sete.
October 18

X° verità

Il flusso del rotore di un campo vettoriale attraverso una superficie chiusa è uguale alla circuitazione del campo lungo la frontiera della superficie. (Teorema di Stokes)
 
E' evidentemente vero.... questo teorema mi è rimasto impresso perchè la prima volta che lo sentii non solo non ne conoscevo il senso, ma non conoscevo nemmeno il significato dei termini in esso riportati.
Ma poi l'ho capito e credetemi... una soddisfazione immensa....
Mai avere paura di non riuscire a capire le cose.
October 17

IX° verità

Bando alla tristezza, pensavo all’obiettività che abbiamo quando pensiamo al nostro passato. Le chiavi di lettura di uno stesso avvenimento con un’analisi a posteriori sono molteplici:

  1. in base ai risultati;
  2. in base alle aspettative;
  3. in base all’umore del momento;
  4. in base alle persone coinvolte;
  5. in base a successive informazioni;
  6. in base a combinazioni dei primi 5 punti.

Sul serio si riesce a essere obiettivi quando pensiamo al nostro passato?

Ma soprattutto, è indispensabile essere obiettivi?

Oppure ogni rimembranza del passato deve semplicemente servire a risolvere una situazione presente o dell’immediato futuro ed è fine a sé stessa, potendo arrivare a risultati diversi per quanto riportato sopra?

In pratica, a mio avviso, pronuncio la mia IX° verità: ogni ricordo di un episodio passato è rivolto ad un suo utilizzo in una situazione attuale, per cui, prima di starci male, sarebbe opportuno tenerlo presente.

October 12

...

VIII verità: il rimorso è inutile.

Si ha rimorso quando ci si rende conto di aver fatto una cosa sbagliata per sé o per qualcuno che ci è caro. Ripeto: si ha rimorso quando facciamo qualcosa e non va come vorremmo. Ripeto: si ha rimorso quando si prova e ci va male.

Piuttosto che concentrarci sul rimorso, dovuto a qualcosa di dubbia origine, in quanto il danno che si è creato a chi si è fatto del male non è da noi quantificabile in modo certo per ragioni che esporrò in futuro, sarebbe opportuno concentrarsi sulle cause che hanno fatto andare male le cose.

Infatti scopriremmo molto spesso che la causa siamo noi stessi, un nostro desiderio di “provare” che per un attimo ha offuscato tutto il resto, un impeto, un gesto apparentemente senza pensare (e che quindi rappresentava la nostra intima volontà).

Il rimorso ed il dispiacere, quindi, sono un qualche cosa che ci distoglie dall’effettivo “problema” e per questo non utile.

Chiudo con una citazione di non ricordo chi: “le decisioni più importanti sono prese con stati d’animo che non sono destinati a perdurare

October 11

un dubbio...

Ma sono davvero troppo vecchio per avere un blog ed usare msn?
Uso messenger da almeno 10 anni. Il primo è stato PowWow (già allora si poteva comunicare a voce e aveva opzioni che non ha ICQ o MSN Live adesso...) che adesso non esiste più e li ho provati un po' tutti... Ed è forse per questo che dovrei smettere, o magari fingere quello che non sono inventandomi un'età e sparando cazzate come una mitraglia.
Però ogni tanto mi trovo con gli amici di serieZ a fare i cazzari per una mezzoretta (gente con famiglia... ) e ci si diverte.
Allora sono troppo vecchio per il blog che tanto le "verità" qui riportate non se le fila quasi nessuno, anche se l'interesse suscitato in una sola persona meriterebbe un seguito.
Non so.
October 09

la SETTIMA verità

Riporto il passo in cui Piccarda Donati spiega la situazione dei beati nel Paradiso (Dante, Divina Commedia, canto 3°, vv. 64-87).

 

Ma dimmi: voi che siete qui felici,
disiderate voi più alto loco
per più vedere e per più farvi amici?».

Con quelle altr' ombre pria sorrise un poco;
da indi mi rispuose tanto lieta,
ch'arder parea d'amor nel primo foco:

«Frate, la nostra volontà quïeta
virtù di carità, che fa volerne
sol quel ch'avemo, e d'altro non ci asseta.

Se disïassimo esser più superne,
foran discordi li nostri disiri
dal voler di colui che qui ne cerne;

che vedrai non capere in questi giri,
s'essere in carità è qui necesse,
e se la sua natura ben rimiri.

Anzi è formale ad esto beato esse
tenersi dentro a la divina voglia,
per ch'una fansi nostre voglie stesse;

sì che, come noi sem di soglia in soglia
per questo regno, a tutto il regno piace
com' a lo re che 'n suo voler ne 'nvoglia.

E 'n la sua volontade è nostra pace:
ell' è quel mare al qual tutto si move
ciò ch'ella crïa o che natura face».

 

Cosa dice? Dice che siamo felici quando il nostro desiderio coincide con quello del Creatore, indipendentemente dal fatto che si possa avere di più. In pratica accontentarsi di ciò che si ha come se fosse il massimo, anche se si sa che c’è di meglio.

La Consapevolezza: se siamo consapevoli della nostra “posizione” come la “migliore” e ci accontentiamo allora stiamo bene.

Ma giriamo la cosa. Sul serio Dio nella sua Infinità bontà arriverebbe a fare delle preferenze? Sul serio chi chiede perdono può essere in qualche modo discriminato? Oppure siamo tutti uguali e una qualche forma di consapevolezza unita all’accontentarsi ci posiziona in un determinato “cielo”?

È vero che la conoscenza dei nostri limiti ci impedisce di superarli, ma basterebbe non classificare come limite un determinato aspetto ma considerarlo come un traguardo e, di conseguenza, un nuovo punto di partenza.

Allora non conosceremmo limiti e potremmo arrivare sempre un pochino più in là.

Io credo che l’uomo abbia delle potenzialità inimmaginabili. Se mettessimo assieme in un’unica persona tutte le caratteristiche ritenute eccezionali presenti nella Terra (capacità di calcolo, telecinesi, pirocinesi, genialità etc etc) cosa otterremmo?

Quale è il problema? Il problema non è cosa si può fare, ma come, quale sia il mezzo per raggiungere un certo obiettivo. Noi ci facciamo limitare dalle nostre conoscenze e dalla nostra quotidianità per cui certe cose non le proviamo nemmeno.

 

October 06

anticipazioni sulla SETTIMA verità...

il 7 è il mio numero per cui in questa posizione devo mettere qualcosa di pesante e sconvolgente che potrà non essere capito da tutti. So già cosa mettere ma poichè richiede la citazione di alcuni versi di un canto del Paradiso di Dante, devo trovare il tempo di recuperarli. Ma ne varrà la pena...


October 05

...

VI° verità: dire a una persona che è dolce in base a quello che scrive in un blog è come capire il gusto di un lecca-lecca leccandolo quando è ancora confezionato.

...

IV° verità: Dice Buddha che per risolvere i propri problemi esistono 4 nobili verità:
    1. Questo è il problema
    2. Questa è la causa del problema
    3. Questa è la soluzione del problema
    4. Questa è la strada che porta alla soluzione del problema

Il difficile sta nel trovare la corretta causa ed avere il coraggio di intraprendere la strada della soluzione. Spesso siamo noi la causa dei nostri problemi. Si soffre perchè quello che NOI ad un certo momento abbiamo pensato non si realizza o si rivela sbagliato. Se, a parità di condizioni avessimo pensato in modo diverso sarebbe stata tutta un'altra cosa.

V° verità: La gelosia nei confronti della propria compagna è tanto maggiore quanto grande sarebbe il desiderio di trombarsi una persona, anche sconosciuta, ad essa uguale che si dovesse incontrare per strada. Si pensa che gli altri maschi provino la stessa attrazione e si è gelosi perchè si sa cosa si prova a guardare un'altra persona tirata in un certo modo. E la fiducia non centra un tubo. Più mi tromberei una cara amica e più temo che il suo amico la voglia trombare. La causa siamo sempre noi. Ora la consapevolezza è il primo passo verso al soluzione del problema, gli altri devono essere trovati dentro noi stessi.

October 04

BASTA!

Credevo che avrei scritto chissà cosa in un blog, ma per chi?
Adesso scriverò le mie VERITA', quelle ricavate a pesci in faccia, prendendolo nel culo dai più furbi e bastonando per non essere messo sotto.
Dirò di volta in volta ciò che è, indipendentemente dalla popolarità della cosa.
 

I° verità: ci sono professioni immorali e tra queste quella di avvocato è quella che maggiormente si presta a fregare la gente.(ci sono eccezioni!) Se io avanzo soldi da qualcuno e ne ho bisogno mi tocca andare dall'avvocato il quale me ne chiede a sua volta per una cazzo di raccomadata e per anticipo spese. Ma se ne avessi, di soldi, potrei anche aspettare quelli che avanzo senza regalarli a lui, o potrei pagare uno che vada a mettere paura al debitore... Ho fatto ricorso ad un arbitrato, avevamo ragione ma non i soldi per andare avanti un anno con CTU e affini. Gli arbitri, per essersi visti una volta non più di 3 ore e non aver fatto un cazzo per cercare un accordo tra le parti hanno voluto oltre 3.000 a cranio!!! Immorale!

II° verità: fidati solo di chi ha da perdere almeno quanto te se le cose vanno male.

III° verità: Lo studio è una cosa seria. Non è vero che all'università non si insegna nulla, è che la gente è troppo idiota per riuscire ad applicare quanto imparato. E una laurea non dà diritto ad un alto stipendio se chi ce l'ha è un rincoglionito. La riforma universitaria coi il trienni che passerebbe anche un celebroleso è una minchiata immane e la qualità complessiva non è data solo dall'insegnamento ma anche dagli zucconi che vogliono studiare portando via, di fatto, braccia all'agricoltura.

 
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